Nell'attesa che esca il nuovo libro di Mariapia Veladiano, pubblico la recensione che ho scritto sul suo romanzo d'esordio "La vita accanto" e pubblicato nel Giornale di Vicenza del 29 novembre 2011.
di Fabio Giaretta

Lo scenario nel quale Rebecca si
muove, spesso in modo clandestino, è la città di Vicenza. Una città bellissima,
ma «che ha l’anima nera come le acque del Retrone», spietata, ipocrita e
perbenista, votata al culto delle apparenze, che rende ancora più difficile
l’esistenza di una ragazza-mostro.
Attorno a lei ruota un microcosmo
di personaggi tratteggiati dalla Veladiano con sottile sapienza narrativa. Un
efficacissimo uso di diversi registri linguistici e poche essenziali pennellate
le bastano per creare figure intense e originali, che palpitano come la vita
vera. C’è la madre, che dopo la nascita della figlia, ha dismesso i suoi vestiti
colorati e ha cominciato a vestirsi a lutto. Da quel momento la vita in lei si
è rinsecchita. La sua esistenza nasconde però dei segreti che giacciono celati
come i molti oggetti inghiottiti dal fango del Retrone. Il padre, invece, rinomato
ginecologo, è un uomo buono ma inadeguato alla vita, incapace di prendersi cura
della moglie e della figlia. La zia Erminia, sorella gemella del padre di
Rebecca, è una donna bellissima, posseduta da una vitalità inquieta, e consumata
da un amore segreto e irrealizzabile. Sarà lei che farà scoprire alla nipote la
magia della musica.
L’unica amica che mitiga la
solitudine di Rebecca è Lucilla, una ragazza grassoccia e incontenibile, che
esprime il suo bisogno di esistere comunicando tutto a tutti, facendo uscire
dalla sua bocca inarrestabili fiumi di parole. Chi si prende davvero cura della
protagonista è la fantesca Maddalena, che con la sua schietta genuinità si
sottrae ai malefici miasmi che la circondano.
Ci sono infine la protettiva
maestra Albertina, il generoso e mite maestro di pianoforte Aliberto De Lellis e
sua madre, la misteriosa e affascinante Gabriella De Lellis. Un tempo famosa
concertista, ora passa le sue giornate suonando nella sua villa, che si trova lungo
la strada che porta a Monte Berico, e inseguendo i ricordi che, apparentemente,
sembrano tarlati dal morbo di Pick. Grazie a lei, la protagonista potrà
rimpossessarsi delle memorie mancate del suo passato, in particolare di quelle
della madre, e aprirsi ad un futuro che, per quanto incerto e fragile, lascia
intravedere una presenza più piena, seppur sempre celata, nel mondo. Perché,
come spiega Gabriella De Lellis a Rebecca, «se c’è una cosa giusta in quello
che il vangelo dice, è che c’è una vita nuova dietro ad ogni angolo».
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